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i Quaderni di Bandiera Rossa "La Guerra Dimenticata: Il Carnaio del Mondo Musulmano" di Riccardo Achilli
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lunedì 29 giugno 2015

LA SOLITUDINE DELLA GRECIA di Giandiego Marigo






LA SOLITUDINE DELLA GRECIA
di Giandiego Marigo



Molti parlano della Grecia in questi giorni, com'è ovvio, a me non piace appecorarmi alle tendenze, ma in questo caso aderirò all'indirizzo generale, perché ritengo importante che Tsipras abbia tutto l'appoggio possibile.

Devo dire un paio di cose, però, mi pare il caso vista la realtà di quest'appoggio del tutto verbale ed ipotetico, che non vede grandi mobilitazioni e, soprattutto, non vede alcun Popolo d'Europa, prendersi carico del destino di una parte di sé e quindi, indirettamente ma inesorabilmente, del proprio stesso futuro.

Tutto resta verboso, sospeso, molto chiacchierato, ma l'unico a subire il vero impatto, a resistere, a combattere resta il popolo greco.

domenica 28 giugno 2015

DA DOVE RIPARTIRE COME SOCIALISTI di Marco Zanier




DA DOVE RIPARTIRE COME SOCIALISTI
di Marco Zanier

E’ giunto il momento, secondo me, di creare per gradi il processo di aggregazione a sinistra per dare vita ad un soggetto politico nuovo. Credo che per crearne uno che raccolga le storie migliori della sinistra, ci si debba lasciare molto alle spalle ma non penso che questo debbano essere le antiche appartenenze quanto piuttosto le differenze, le incomprensioni, le diffidenze storiche direi, perché la storia bella di socialisti e comunisti credo possa e debba costituire il cemento ideale della nuova formazione politica da costruire insieme. Penso alle tante battaglie importanti condotte dalla stessa parte nel passato, alle capacità organizzative che hanno permesso alla sinistra di riempire le piazze e di sostenere le lotte nelle fabbriche e nei luoghi di lavoro, penso soprattutto ad un’ottica di classe che credo vada mantenuta o, meglio, recuperata: lo stare dalla parte degli sfruttati e in contrapposizione netta a chi sfrutta e divide per suo tornaconto personale o di categoria. Per i socialisti in particolare credo si debba ripartire da una certa sana critica dell’orizzonte socialdemocratico, così come lo criticavano Basso e De Martino, per immaginare una società socialista da realizzare veramente più giusta ed equa per tanti.

venerdì 26 giugno 2015

QUELLE DUE di Stefano Santarelli






QUELLE DUE
di Stefano Santarelli



Nella cinematografia hollywoodiana spicca in modo estremamente originale, sia per il tema particolarmente scabroso negli anni ‘60 sull’amore lesbico e sia per la bravura di due bravissime e bellissime attrici come Audrey Hepburn e Shirley MacLaine, il film Quelle due” (The Children’s Hour) diretto dal celebre regista William Wyler, tre volte vincitore del Premio Oscar, ( La signora Miniver, I migliori anni della nostra vita, Vacanze romane, Ben-Hur).

mercoledì 24 giugno 2015

SINISTRA ... SINISTRA! SINISTRA? di Giandiego Marigo




SINISTRA ... SINISTRA! SINISTRA?
di Giandiego Marigo



Motivo qui, la fine prematura e repentina di “Cornice Rossa” e la mia decisione di allontanarmene, comunque. Da una parte la reazione un poco inconsulta di un webmaster (per altro volontario) alla sollecitazione di un fantomatico legale di un ancor più fantomatico “diffamato” a togliere un articolo (copincollato per altro e con la precisazione dell'origine) che ha provocato la cancellazione di gran parte dei post, vanificando il lavoro di mesi. Dall'altra, ed è la mia ragione, il logorarsi di un antico rapporto virtuale sull'altare di una sinistra che invece di unirsi trova il modo di rinnovare le proprie divisioni cambiando il nome delle proprie fazione, ma permanendo nella sua eterna litigiosità demenziale. 
Fatto!

D'ora in avanti continuerò su “Nuova Resistenza” su questo blogghettino sperimentale messo in piedi a suo tempo e mai frequentato e su “Bandiera rossa in movimento”(sinché avranno la cortesia e la pazienza di tollerarmi) i miei sproloqui o, come la definisce il mio antico amico, la mia produzione di monologhi-fuffa autogratìficanti. 
E buon pro ci faccia a me ed a lui! 
Finito! Passiamo alle cose serie.

Il tempo passa, la situazione si aggrava, nonostante le menzogne del Principino Rottamatore e della sua coorte di super-cinici quarantenni, la crisi si consolida e si cristallizza, fissando l'immagine di un paese alla deriva, moralmente, politicamente ed economicamente. 
Ci si adegua al ribasso, perdendo la memoria del passato, dei propri stessi diritti che divengono antiche fiabe mitologiche e buttando al macero, con un sorriso falso e di circostanza sulle labbra, una delle costituzioni più avanzate dell'occidente. 

venerdì 19 giugno 2015

RICOMINCIAMO DAL SOCIALISMO





Pubblichiamo i due documenti preparatori per l'Assemblea Nazionale Socialista convocata a Roma per il 27 Giugno






Il 27 Giugno, a Roma , nella nostra grande Assemblea nazionale Socialista, che non a caso abbiamo intitolato "Ricominciamo dal Socialismo" , getteremo le basi di un nuovo soggetto politico Socialista, in grado di riaggregare i tanti Socialisti che stanno fuori dal PSI attuale, e tutti i Socialisti del PSI che rifiutano l'annullamento nel PD e non condividono il disegno di stabilizzazione conservatrice del Paese, e di ristrutturazione illiberale delle sue istituzioni democratiche , di cui il governo Renzi rappresenta , in piena continuità con il governo Monti, il vero soggetto costituente .
Il documento conclusivo della prima assemblea del 29 Marzo, e la successiva lettera dei 5 componenti della segreteria socialista hanno definito con chiarezza la nostra volontà.

giovedì 18 giugno 2015

L’ASSALTO AI COMUNI di Norberto Fragiacomo





L’ASSALTO AI COMUNI
di
Norberto Fragiacomo



Per un naufrago su un isolotto laziale ce ne sarebbero, oggidì, di messaggi da affidare alle onde, chiusi in qualche bottiglia di (pessimo) vino “de li Castelli”: un’analisi della battuta d’arresto renziana, che evidenzia la modestia politica dell’omiciattolo solo al comando; un elogio dell’intelligenza e delle capacità manovriere dimostrate da Tsipras – che ironizza sull’irragionevolezza dell’Europa e chiama finalmente le politiche del FMI col loro nome –; molti interrogativi sulla crescita di Podemos in Spagna, e sulla sua fregola di alleanze ovunque e con chicchessia. Oppure, spaziando con lo sguardo, un tentativo di interpretazione delle mosse americane in Europa orientale, possibile prodromo di uno scontro con la Russia, o ancora una riflessione politicamente scorretta sull’emergenza migranti, figlia di primo letto delle ingerenze di un certo Presidente della Repubblica nelle politiche di un certo Governo.

E invece no: scelgo un tema banale, impopolare, negletto – l’agonia dei Comuni.

LA BATTAGLIA DI SAMANTHA COMIZZOLI


Oggi Samantha Comizzoli rientrerà con volo in partenza da Tel Aviv alle 17:55 ore locali, arrivo previsto a Roma intorno alle 21:30 ore italiane. 

Costretta sotto pesanti pressioni a sospendere lo sciopero della fame iniziato dal momento dell’arresto per richiedere la liberazione dei bambini detenuti e torturati nelle carceri israeliane, Samantha rifiuta il provvedimento, non ha accettato il legale e ribadisce la sua ferma volontà di restare accanto al popolo palestinese per supportare la resistenza. 

Continuerà quindi ad opporsi con quella forza e quella determinazione che le hanno permesso di resistere e raccontare ogni giorno gli abusi perpetrati dall’occupazione sionista in Cisgiordania sulla popolazione palestinese. La sua telecamera, sequestrata durante l’arresto, non le verrà restituita, nonostante priva di SDcard, ennesimo atto arrogante di quel mostro che Samantha ci ha insegnato a conoscere bene, giorno dopo giorno. 

Un mostro che può operare sfruttando quella detenzione amministrativa, retaggio di una norma utilizzata durante la precedente occupazione britannica, che consente la detenzione senza regolare processo per un periodo di sei mesi, rinnovabile all’infinito.
Oggi a Nablus un presidio in solidarietà con i detenuti ha ribadito il sostegno a Samantha, chiedendone la liberazione, evidenziando in particolare le gravissime condizioni di Khader Adnan, prigioniero in sciopero della fame da 44 giorni, attivista perseguitato sin dal 1999, anno che segna per lui l’inizio di una lunga serie di detenzioni per un totale di oltre 6 anni nelle carceri israeliane, senza un solo processo ma rinnovando, alla scadenza, la detenzione amministrativa.

martedì 16 giugno 2015

LA TRANSIZIONE POSSIBILE: IL 27 GIUGNO A ROMA




COMUNICATO STAMPA

LA TRANSIZIONE POSSIBILE: IL 27 GIUGNO A ROMA




La crisi economica che ha investito il pianeta è una crisi da cui possiamo uscire solo riprogettando la modalità di produrre, di consumare, di vivere. Per questo non sono utili le ricette che puntano alla semplice ripartenza di un ciclo economico qualunque.

Per questo motivo le associazioni Act!, Campagna per l'Agricoltura contadine, Esse Blog, Fusolab, Net Left, Rose Rosse e Tilt! organizzano per sabato 27 Giugno presso l'ex Fonderia in via Assisi 33 Roma un convegno aperto per presentare e discutere nuove proposte per uscire dalla crisi e che, secondo i promotori possano porre le basi per il superamento di vecchie idee attraverso tavoli di lavoro per ascoltare, proporre, discutere.

Un appuntamento fondamentale sarà la conferenza stampa che si svolgerà presso la Camera il 18 giugno alle 14.30, data in cui verrà lanciata l'iniziativa.

La sinistra di questo secolo ha compiti vecchi e nuovi. non solo uguaglianza e diritti, ma anche la costruzione di pratiche di vita nuove rispetto al presente come i processi di de-mercificazione della vita, di costruzione di nuovi nessi tra il fare, le risorse disponibili, i cicli di sostenibilità e un nuovo approccio di relazione con il resto delle cose viventi del pianeta.

Questo, oggi è alla nostra portata! E possiamo praticarlo da subito, anche senza delegare la costruzione del mondo di domani a dopo una vittoria elettorale. Anzi, questo garantirà stabilità al progetto di cambiamento quando sconfiggeremo elettoralmente il vecchio potere esistente, che si ammanta di nuovo per ingannarci tutti.

L'evento e la comunità sono presenti sui social network ed è presente un sito:

www.latransizionepossibile.it


Roma 15/06/2015



IL TENORE DI BANDIERA ROSSA di Luca Cangianti

Lello Saracino, Il tenore partigiano. Nicola Stame: il canto, la Resistenza, la morte alle Fosse Ardeatine, Alegre, 2015, € 15,00

In una grigia cella del carcere romano di Regina Coeli, Nicola Stame cantava le arie più belle della lirica per portare sollievo ai prigionieri antifascisti. E nessun soldato tedesco si permise mai d’impedirglielo. Quest’immagine drammatica riassume la storia di arte e di rivolta che Lello Saracino racconta nel libro Il tenore partigiano.
Stame era originario di Foggia e iniziò la carriera artistica trasferendosi nel 1932 a Roma, dove abitò in via dei Volsci 101, nel quartiere operaio di San Lorenzo. Si esibì al Teatro dell’Opera e poi, essendogli vietati i palchi regi a causa del suo antifascismo, al Teatro Vittoria e al teatro Al Circo Massimo. La sua voce era “piena, rotonda, morbida, capace di legare come di espandersi senza problemi nelle zone più alte”. Stame fu inoltre partigiano, comandante della I Zona (San Lorenzo, Tiburtino, Pietralata) nella formazione comunista eretica Bandiera Rossa che durante la Resistenza romana arrivò a contare quasi 1.200 effettivi, un numero superiore a quelli del Pci.

mercoledì 3 giugno 2015

COMMENTO ELETTORALE di Maurizio Zaffarano




COMMENTO ELETTORALE 
di Maurizio Zaffarano




La politica non è una partita di calcio e dunque lasciamo le metafore da deficienti sui risultati – 7 a 0, 5 a 2, 4 a 3 – alla propaganda piddina e agli ultras renziani e proviamo a ragionare sui fatti e sui numeri.
Che il PD fosse destinato a prevalere in gran parte delle sette regioni in cui si votava era scontato: per la martellante propaganda televisiva di Renzi, perché tre di quelle sette regioni fanno parte del tradizionale insediamento storico dei degeneri eredi del PCI, perché di fatto il partito di Renzi è oggi pressoché l'unica proposta di governo che ai cittadini è consentito percepire e concepire con il disfacimento della destra berlusconiana, con l'emergere dell'inaccettabile (per la maggioranza delle persone al di fuori del “civile” nord) fascio-leghismo di Salvini, con l'incapacità dei 5 Stelle di diventare i promotori di un'alleanza politica e sociale che vada oltre i confini del grillismo, con la scomparsa della sinistra radicale.
Le elezioni regionali designano dei “vincitori” solo grazie a truffaldini meccanismi elettorali maggioritari e per di più su due delle “vittorie” del PD grava una pesante ipoteca costituzionale-giudiziaria:
sulla costituzionalità della legge elettorale umbra e sulla impresentabilità di Vincenzo De Luca.

lunedì 1 giugno 2015

L'EUROPA AL BIVIO di Alexis Tsipras





L'EUROPA AL BIVIO

di Alexis Tsipras




Il 25 gennaio scorso, il popolo greco ha preso una decisione coraggiosa. Ha avuto il coraggio di sfidare la strada a senso unico della dura austerità del memorandum e cercare un nuovo accordo. Un nuovo accordo che mantenga il paese nell'euro, con un programma economico efficiente, senza gli errori del passato.

Il popolo greco ha pagato un prezzo alto per questi errori; negli ultimi cinque anni il tasso di disoccupazione è salito al 28% (60% per i giovani), il reddito medio è diminuito del 40%, mentre secondo i dati di Eurostat, la Grecia è diventata il paese europeo con il più alto indice di disuguaglianza sociale.
E il risultato peggiore: nonostante abbia gravemente danneggiato il tessuto sociale, questo Programma non è riuscito a rinvigorire la competitività dell'economia greca. Il debito pubblico è salito dal 124% al 180% del PIL, e nonostante i pesanti sacrifici del popolo, l'economia greca rimane intrappolata in continua incertezza causata dagli irraggiungibili obiettivi di salda di bilancio che ha creato ulteriormente il circolo vizioso di austerità e recessione.
Obiettivo principale del nuovo governo greco nel corso di questi ultimi quattro mesi è stato quello di porre fine a questo circolo vizioso, fine a questa incertezza.
Per questo richiede un accordo reciprocamente vantaggioso che fisserà obiettivi realistici in materia di eccedenze e di ripristinare un'agenda di crescita e di investimenti. Una soluzione definitiva al problema greco è ora più matura e più che mai necessaria.
Tale accordo significherà anche la fine della crisi economica europea iniziata 7 anni fa, ponendo fine al ciclo di incertezza nella zona euro.

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