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i Quaderni di Bandiera Rossa "La Storia è finita" di Norberto Fragiacomo
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domenica 15 aprile 2012

DIVENTA CIO' CHE SEI!



                                

                                         di Carlo Felici
                                


Mentre la situazione italiana peggiora di giorno in giorno, soprattutto a causa delle crescenti difficoltà di un'economia per niente agevolata dalle recenti misure governative che hanno piuttosto una valenza alquanto recessiva, tanto da essere notata persino dai cinesi, con i quali Monti non sembra aver fatto che un “buco nell'acqua” (ed è davvero un peccato date le crescenti potenzialità di un mercato di centinaia di milioni di acquirenti, molti dei quali ormai assai ricchi), mentre i suicidi per disperazione da fallimento o da perdita e mancanza di lavoro si moltiplicano, la consorteria di partiti che sostengono questo governo, non fa altro che manovrare per conservare disperatamente le proprie rendite di posizione.
In Italia la democrazia è finita nella voragine nera del debito e nel commissariamento del nostro Paese da parte della BCE, di fatto subiamo una dittatura che umilia tutti i cittadini, continuando ad imperversare lo strapotere monopolistico dei soliti gruppi in ambito mediatico e pubblicitario, perdurando spese militari da guerra “infinita” ed essendo falcidiato anche con ulteriori gravosissime tasse, il potere d'acquisto dei salari e delle pensioni.
E' una situazione tra le peggiori che l'Italia abbia vissuto dal dopoguerra in poi.
E' una contingenza che non trova alternative politiche in tale sistema bloccato e rigidamente controllato dai “padroni dei partiti” che rimandano alle “calende greche” una riforma elettorale che, a parole, sembrano tutti invocare, ma nei fatti, risulta assai scomoda per chi si è abituato a gestire e consolidare il proprio potere controllando candidature e collegi elettorali, come fa un “padrino” con i suoi “mandamenti”.
Un sussulto di dignità ci è sembrato, in tale disperante contesto, il “Manifesto per un nuovo soggetto politico, per un'altra politica nelle forme e nelle passioni” che ha trovato l'immediato sostegno di molti esponenti della sinistra italiana che sono del tutto insoddisfatti che oggi, in Italia, non vi sia più una vera proposta di istanze concretamente popolari e condivisibili per un popolo che ormai non si sente più rappresentato da quasi nessuno dei politici in lizza.
Tra i primi firmatari figurano Paul Ginsborg, Luciano Gallino, Pietro Bevilacqua, Livio Pepino, Stefano Rodotà, Marco Revelli e Guido Viale.
Il ragionamento complessivo verte sulla crisi delle teorie dello sviluppo e sembra ricalcare i concetti che sono stati messi in risalto da Latouche. Si rileva la crisi irreversibile del capitalismo, ormai giunto all’ultimo stadio, un concetto del tutto assente nella elaborazione culturale della Terza Internazionale, mentre marxianamente si ritiene necessario sviluppare una rinnovata coscienza di classe che parta proprio dai processi di proletarizzazione dei ceti medi, per approdare ad una rivoluzione pacifica fondata sull’ecologia.
Sul piano politico, la questione ha messo in fibrillazione varie forze e vari personaggi, in particolare quello la cui popolarità è cresciuta maggiormente nell'ambito della sinistra negli ultimi tempi, e si è ipotizzata, proprio mediante il suo contributo di nuovo leader della sinistra, la nascita di una sorta di “quarto polo”, con funzione aggregante anche rispetto a personaggi e forze politiche come De Magistris e l'IDV, che pur non appartengono alla storia tradizionale della sinistra, ma che possono egualmente contribuire ad un processo di rinnovamento profondo del fare politico.
Manco a dirlo, dopo pochi giorni, passata solo la parentesi pasquale, è arrivato puntualmente il “guaio giudiziario” per Vendola.
Non è la prima volta che un politico di spicco entra nel mirino di certe indagini giudiziarie e ne subisce un danno rilevante di immagine, per poi magari scoprire, come nel caso dello sventurato De Turco, che non vi era nulla di cui essere imputati, salvo però avere subito immancabilmente l'umiliazione del carcere e della gogna mediatica.
Sinceramente auguriamo a Nichi Vendola una sorte migliore di quella toccata al compagno Ottaviano Del Turco, anche se continuiamo a chiederci come mai esista un sistema giudiziario che, prima ancora di sapere se effettivamente uno è colpevole, lo sbatte in galera e gli rovina la vita oltre che la carriera politica.
Anche questo è un deficit pauroso di libertà e di democrazia per un Paese con un livello di inciviltà ormai incontenibile.
Noi comunque possiamo, vogliamo e dobbiamo dare un contributo, etiam spes contra spem, alla costruzione di un aggregato politico che possa almeno “battere un colpo” nel cimitero della democrazia italiana.
Uno degli intenti più interessanti e condivisibili del manifesto è sicuramente rappresentato dal seguente passaggio: “I due livelli – la democratizzazione della vita pubblica del paese e la fondazione, anche a livello europeo, di un soggetto collettivo nuovo, si intersecano e ci accompagnano in tutto il manifesto.”
Questo infatti lascia preludere la possibilità, in particolare, di accogliere finalmente delle autentiche istanze radicali e socialiste che trovino contemporaneamente rappresentanza sia in Italia che in Europa, collegandosi con tendenze ad esse analoghe ed omogenee e superando le ambiguità di partiti che ancora stentano ad inserirsi e a perseguire politiche coerenti, rispetto a ciò che sottoscrivono in Europa.
In particolare ci riferiamo al PD che, mentre firma e sottoscrive il Manifesto di Parigi, contemporaneamente disattende completamente i suoi principi, votando la fiducia ad un governo di destra, come quello Monti, che mette in atto proprio quelle politiche ritenute fallimentari dallo stesso Manifesto, sottoscritto da altri leader socialisti europei che si propongono seriamente di cambiarle
Noi crediamo che le associazioni socialiste maggiormente attive e rappresentative oggi in tutto il territorio nazionale, come la LDS, il Network per il Socialismo Europeo, il gruppo di Volpedo e il Movimento di Azione Laburista, debbano convergere su un percorso comune che contribuisca alla nascita, alla formazione e alla crescita di questo nuovo soggetto che sia in grado di dialogare con il Partito Democratico, ma che, altresì, rappresenti un aggregato politico del tutto autonomo, capace di proporsi nel panorama politico con le sue istanze innovative, incentrate sui migliori valori della tradizione socialista e democratica italiana ed europea.
Non basta però la politica “associativa” né possono essere sufficienti gli incontri ed i dibattiti per delineare nuovi strumenti e nuove convergenze politiche, è necessario piuttosto, come è specificato con chiarezza nel manifesto, un nuovo forte intento che provenga dalla opinione pubblica perché “la ‘poesia pubblica’, per utilizzare la frase del poeta americano Walt Whitman, deve entrare nella storia della Repubblica.”
Le esperienze del mondo giovanile, messe in moto soprattutto grazie all'azione di SEL e di Nichi Vendola, come “le fabbriche di Nichi”, i “bollenti spiriti” “giovani in tilt”, vanno sicuramente in questa direzione e non possono che essere incrementate.
La “nuova narrazione” deve poter permeare il tessuto sociale di un Paese fortemente ripiegato su se stesso, restituendo ad esso, fantasia, coraggio, spirito di iniziativa e soprattutto una nuova dimensione collegiale e partecipativa del fare politico. Le migliori forze sindacali che si sono recentemente messe in gioco, come la FIOM, devono poter trovare una valida sponda politica con cui dialogare e concertare un piano di lotta e di affermazione dei diritti per una rinnovata civiltà del lavoro.
Noi, per questo, pensiamo che la Lega dei Socialisti, mediante la sua prossima assemblea nazionale, debba porsi come obiettivo immediato l'accoglimento delle istanze del manifesto per la nuova sinistra, sottoscriverlo ed offrire il suo impegno collettivo per realizzare presto le sue istanze.
Il manifesto inizia con una frase significativa: “non c'è più tempo”, ed è vero, non c'è più tempo per rincorrere ambiguità, per stare con una gamba a destra e una a sinistra, non c'è più tempo per restare in partiti dove la passione è sostituita dal sotterfugio, dai tatticismi e dalla ricerca spasmodica di prebende, non c'è più tempo per indugiare e farsi rappresentare ancora da chi fino a ieri era in schieramenti del tutto opposti. Non c'è più tempo per restare in mezzo al guado.
Il dado è tratto e non possiamo farne un minestrone, riducendoci ad ingredienti del suo condimento.
Il tempo delle decisioni improcrastinabili è arrivato, non possiamo indugiare ancora.
Siamo nella condizione di proseguire o perire, e certamente non in quella di restare a guardare o a vegetare.
Il Socialismo Italiano attende un'opera concreta e determinata che si dispieghi in ampi orizzonti, nazionali, europei e globali e che soprattutto esca dalle sabbie mobili del passato e della stagnazione politica in altri soggetti che non rappresentano né vogliono rappresentare istanze socialiste.
Werde, der du bist!” “Diventa ciò che sei!” Perché, nell'era del neoliberismo globalizzato che riduce gli esseri umani e la natura a merce per fini di profitto, noi non possiamo che “diventare ciò che siamo”: esseri a cui nulla di veramente umano sarà mai spiritualmente estraneo oppure materialmente alieno.

Per firmare il manifesto

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