lunedì 17 giugno 2013
domenica 16 giugno 2013
sabato 15 giugno 2013
Un autunno di congressi : si apre il dibattito nel PRC
Si prepara un autunno denso di scadenze congressuali per i partiti italiani che vivono tutti processi di scomposizione e ricomposizione, seguire il dibattito nella Sinistra sarà uno degli obiettivi di Bandiera Rossa.
In questa ottica pubblichiamo il documento con il quale " Falce Martello " , una delle correnti interne al Partito della Rifondazione Comunista , dà inizio al dibattito congressuale rivolgendosi alle forze interne ed esterne al partito.
Primo appuntamento sarà una assemblea nazionale che si svolgerà a Bologna il prossimo 6 e 7 Luglio.
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Assemblea Nazionale
Bologna 6-7 Luglio
Con la sconfitta di Rivoluzione civile alle ultime elezioni politiche e gli sviluppi successivi, possiamo considerare conclusa la discussione sulla capacità di Rifondazione comunista di rigenerarsi ed uscire dal pantano in cui è stata buttata da una linea politica disastrosa.
Se, e nella misura in cui, questo avverrà, non si tratterà di una rinascita o rilancio del Prc in quanto tale, ma piuttosto di una via d’uscita per quei settori di militanti che potranno, nel movimento generale della classe, trovare la strada per uscire dall’ambiente sempre più asfittico che oggi vive il partito.
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venerdì 14 giugno 2013
La Germania e l’euro: una partita ambigua, di Riccardo Achilli
di Riccardo Achilli
Un giudizio
costituzionale aggrovigliato
Mentre l’attenzione del
Paese è, come al solito, distratta da pinzillacchere varie, come ad
esempio il risultato rugbistico delle amministrative, o le beghe da
telenovela (perché prive di analisi politica e caratterizzate da un
elevato tasso di sceneggiata napoletana) dentro il M5S, altrove, cioè
a Karlsruhe, Germania, si sta consumando qualcosa di importante. La
Corte Costituzionale tedesca è infatti chiamata a decidere della
costituzionalità della partecipazione tedesca all’Omt, il
meccanismo di acquisto di titoli di Stato sul mercato secondario
ideato da Mario Draghi per calmierare il galoppo dei rendimenti del
debito pubblico dei PIIGS. Il nocciolo della questione giuridica è
che un eventuale default della Bce, costretta ad acquistare titoli
pubblici dei Paesi in difficoltà, difficilmente rivendibili sul
mercato, costringerebbe la Germania a coprire una parte delle
perdite, e ciò potrebbe, ipoteticamente, mettere sotto tensione
l’obbligo costituzionale di pareggio del bilancio federale. E’
del tutto evidente che l’arzigogolata motivazione giuridica del
ricorso contro l’Omt presso i giudici costituzionali tedeschi
poggia su basi quantomeno precarie. Si chiede infatti alla Corte di
giudicare su un’eventualità teorica, resa ancor più teorica dal
fatto che l’Omt, in realtà, non è mai stato attivato, pur essendo
stato annunciato, e non si conoscono nemmeno i dettagli di
funzionamento di tale meccanismo. Ed anche se tale eventualità si
realizzasse, non è detto che ciò condurrebbe ad un deficit di
bilancio federale. Numerose soluzioni potrebbero essere ideate per
fare fronte ad un teorico buco nel bilancio della Bce.
IL PROTOCOLLO ANTI-FIOM
di Lorenzo Mortara
Rsu Fiom-Cgil Rete28Aprile
questo articolo appare in contemporanea al sito Radio Fabbrica
L’accordo
tanto atteso e temuto sulla rappresentanza sindacale, è stato infine
siglato da Cgil-Cisl-Uil e Confindustria, Venerdì 31 Maggio 2013.
Data storica ha sentenziato la stampa padronale. Storico accordo le
han fatto eco Governo e vertici confederali. Un trionfo per tutti
insomma, ma come l’esperienza insegna, quando tutti sorridono, a
piangere saranno solo i lavoratori. Infatti, storicamente, non
abbiamo mai fatto il benché minimo passo in avanti senza lotta e
mobilitazione. Perciò, senza alcun mandato dei lavoratori a
trattare, senza uno straccio di sciopero per conquistarlo, l’accordo
sulla rappresentanza è inequivocabilmente fuori dalla nostra Storia,
perché entra di diritto nelle pagine memorabili di quella dei
padroni.
martedì 11 giugno 2013
ELEZIONI COMUNALI: ASTENSIONE, QUALE MESSAGGIO? di Anna Lami
ELEZIONI COMUNALI:
ASTENSIONE, QUALE MESSAGGIO?
di Anna Lami
Roma ha un nuovo sindaco, il già senatore Ignazio Marino, stimato medico, la faccia rassicurante da persona a modo, distante anni luce nello stile e nel vissuto dal predecessore, il largamente sconfitto Alemanno. Alleluia.
Il Pd gongola, ha conquistato tutti i capoluoghi di provincia, perfino Treviso, storica roccaforte leghista, ha ceduto il passo alla moderazione targata Manildo. Evviva.
Il Movimento 5 Stelle, dal canto suo, incassa una battuta d’arresto che sarà pur parziale e provvisoria come sostengono i suoi supporters, ma senz’altro stride parecchio con la “rivoluzione guidata dalla rete” che si era prefigurata lo scorso febbraio. A parte in alcune realtà minori, il ridimensionamento del movimento di Beppe Grillo è tale da far cantare vittoria a quella stampa che non ha perso occasione per sottolinearne i limiti. I “veloavevodettoio” si sprecano tra i commentatori più fini, i profeti che avevano qualificato il voto delle politiche come una sbandata collettiva, oppure la punizione ai litigiosi vecchi partiti che non dimostravano sufficiente senso di responsabilità.
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Lami Anna
domenica 9 giugno 2013
7-8 Giugno 2013 , Syriza ospita l' Alter Summit, Atene laboratorio anti austerità al canto di Grandola Villa Morena
Al via l’Alter Summit di Atene, che ha riunito organizzazioni e movimenti europei anti austerità. Una due giorni per serrare i ranghi contro le politiche che hanno già messo in ginocchio la Grecia e che i governi europei stanno adottando sull’impulso di Bruxelles, secondo gli organizzatori.
“Siamo qui per ribadire che quella
dell’austerità non è la strada giusta, bisogna trovare un’alternativa per
risolvere questa situazione”, dice un partecipante e gli fa eco un’altra:
“Penso che tutti abbiano capito cosa è accaduto negli ultimi tre anni in Grecia
e negli altri Paesi del Sud, ed è solo l’inizio, queste politiche colpiranno
anche il nord Europa”.
Il partito della sinistra radicale greca, Syriza, è tra i promotori dell’evento che si concluderà con la redazione del Manifesto di Atene, il programma comune d’azione.
Il partito della sinistra radicale greca, Syriza, è tra i promotori dell’evento che si concluderà con la redazione del Manifesto di Atene, il programma comune d’azione.
Stamatis Giannisis, euronews: “Con
l’Alter Summit gli organizzatori hanno chiamato a raccolta tutti i movimenti
europei impegnati nella lotta contro le politiche d’austerità adottate dai
governi europei. La Grecia si prepara ad un nuovo anno di sacrifici, Atene è
stata scelta come miglior simbolo della protesta”.
Vai al sito dedicato : http://www.altersummit.eu/
Vai al sito dedicato : http://www.altersummit.eu/
LE LISTE LAST MINUTE DELLA SINISTRA RADICALE di Maurizio Zaffarano
LE LISTE LAST MINUTE DELLA SINISTRA RADICALE
di Maurizio Zaffarano
È largamente diffusa nel sentire comune la convinzione che riconoscere gli errori del passato possa aiutare a non ripeterli nel corso della propria esistenza. Non so se ciò valga realmente per gli individui, assai frequentemente prigionieri di una coazione a ripetere nel tempo le stesse scelte del passato, e tanto più per gli organismi sociali più o meno complessi.
Sicuramente questa capacità di elaborare le proprie esperienze fallimentari è fin qui mancata completamente a quell'area politica e ideologica variamente definita di sinistra radicale o di ispirazione marxista e comunista/socialista o di alternativa anticapitalista. Questa area politica non è più presente in Parlamento dal 2008, nel 2013 con Rivoluzione Civile ha raggiunto risultati ancora più modesti della Lista Arcobaleno e regolarmente manca il quorum necessario a portare propri rappresentanti nelle Assemblee elettive (si guardi, per citarne solo alcuni, agli esempi delle elezioni regionali in Sicilia e per il sindaco di Roma).
Tralascio qui di richiamare le analisi che attraverso la ricostruzione delle trasformazioni sociali, economiche, culturali, valoriali intervenute nel nostro Paese e degli errori tattici e strategici commessi dai propri dirigenti provano a dare conto della crisi anzi, per meglio dire, della scomparsa della sinistra in Italia (caso forse unico in Europa) per limitarmi al mero aspetto, per così dire, del marketing politico.
sabato 8 giugno 2013
DAL MURO CONTRO MURO AL PROTOCOLLO D'INTESA?
Di Lorenzo Mortara
Rsu Fiom Rete28Aprile
questo testo viene pubblicato in contemporanea col blog della Rete28Aprile Piemonte
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L’accettazione da parte della Fiom del Protocollo d’intesa che la fa rientrare al tavolo delle trattative al prezzo di pesanti limitazioni del diritto di sciopero qualora si trovi in minoranza, è stata accolta dai lavoratori meno attenti e più distratti come l’unica strada percorribile da Landini. Il muro contro muro non ha funzionato, dicono costoro, facilitati in un simile giudizio dalla propaganda burocratica che ripete suppergiù la stessa solfa, senza che questi lavoratori si rendano conto di quanto pesi, nell’autonomia del loro giudizio, una simile litania.
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FIOM,
Mortara Lorenzo
giovedì 6 giugno 2013
DALL'AUTONOMIA PROLETARIA ALL'AVANGUARDIA ARMATA di Deborah Ardilli
DALL'AUTONOMIA PROLETARIA ALL'AVANGUARDIA ARMATA:
LA TENTAZIONE DELLA VIOLENZA DOPO L'AUTUNNO CALDO
di Deborah Ardilli
G. Donato, «La lotta è armata». Estrema sinistra e violenza: gli anni dell’apprendistato 1969-1972, Edizioni dell’Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nel Friuli Venezia Giulia, Trieste 2012, pp. 404.
Secondo un pungente referto stilistico pubblicato da Pier Paolo Pasolini nel novembre del 1973, in occasione di uno scambio con Adriano Sofri a proposito del dramma Calderón, per i militanti di Lotta Continua «il pensiero non è pensiero se non si manifesta come azione. Nel caso che esso sia parlato o scritto, la sua struttura linguistica deve avere l’instabilità e la provvisorietà di una struttura che ambisca a divenire immediatamente altra: cioè la struttura dell’azione». Per sintonizzarsi alla sensibilità politica dei «giovani nati col ‘68», la parola deve anzitutto «essere pervasa dal senso della propria fuggevolezza, della propria mansione utilitaristica, della propria funzione puramente pragmatica che consenta, al massimo, una forma di espressività sentimentale». Ecco perché, proseguiva lo scrittore, «a Sofri e ai suoi compagni piacciono unica-mente gli atti d’accusa, le ‘querelles’, le melopee, le documentazioni di parte, le oratorie vibranti, le condanne spietate e indiscriminate». Ed ecco pure perché, concludeva impietosamente il verdetto, «la scrittura è per loro tanto più politica quanto più è piatta, banale, elementare, corretta da una certa ironia demagogica (che consenta anche fughe nell’ambiguità dello scher-no)».
Una struttura linguistica che vuole essere altra struttura: al di là dei caretteri di polemica occasionale, la diagnosi formulata da Pasolini fornisce una preziosa indicazione di lettura, che potrebbe essere pertinentemente estesa a un’altissima percentuale della pubblicistica prodotta dalle formazioni dell’estrema sinistra sorte in Italia tra l’estate e l’autunno del 1969. Avvilita nella propria autonomia espressiva dall’allusione continua a un’opera da realizzare, la scrittura della sinistra che si diceva rivoluzionaria appartiene, per effetto dell’imprescindibile rimando al «da farsi», a un genere inassimilabile (anche solo per accostamento analogico) alle forme tradizionali della comunicazione letteraria e tenacemente resistente alle relative tecniche di analisi. Impermeabile ai valori messi in gioco da una sollecitazione di carattere formale, quella scrittura affidata ad articoli di stampa periodica, «autointerviste» e relazioni congressuali si accende tuttavia di un nuovo e diverso interesse se recuperata a uno sguardo che si sforzi di passare al setaccio la graduale sedimentazione di un «ordine del discorso» destinato a incidersi in profondità nei comportamenti ― e non solo nei linguaggi ― di uno strato (minoritario: non per questo trascurabile) di militanti determinato a sfidare il «Sistema» da posizioni indisponibili a progettarsi altrimenti che all’offensiva.
È precisamente questo «povero» materiale linguistico, inseguito nel momento in cui la sua indispensabile integrazione pragmatica comincia a riconfigurarsi in rapporto alla questione della violenza, a comporre l’ossatura documentaria del lavoro che Gabriele Donato dedica alle origini dell’opzione armata a sinistra.
mercoledì 5 giugno 2013
martedì 4 giugno 2013
L'IDEOLOGIA DEL GRILLO STRAPARLANTE di Norberto Fragiacomo
L’IDEOLOGIA DEL GRILLO STRAPARLANTE
di
Norberto Fragiacomo
Errare humanum est, perseverare est diabolicum – ammonivano saggiamente i latini. Peggio, aggiungo io: in certi casi, la persistenza nell’"errore" è chiaro sintomo di dolo.
All’indomani del naufragio elettorale, Beppe Grillo – cui ho dedicato un pezzo la settimana scorsa – è tornato ad inveire contro l’Italia A (lui la chiama così), quella dei "privilegiati”. Chi fossero costoro ce l’aveva già spiegato in febbraio, in un post allucinante dal titolo “Gli italiani non votano mai a caso” (cfr. http://bentornatabandierarossa.blogspot.it/2013/03/gli-italiani-non-votano-mai-caso-di.html): politici, evasori,dipendenti pubblici e pensionati.
lunedì 3 giugno 2013
I FORZATI DELLA PRECARIETÀ
di Anna Lami
Monica ha 21 anni, un viso da bambina dietro ai grandi occhiali, il rossetto marcato ed una 600 piena di peluche.
Lavora questo weekend all’inaugurazione del Pewex, un nuovo ipermercato a Ciampino. Fa la promoter. E siccome è la sua prima volta nel settore, è un po’ impacciata nel fermare la folla che prende d’assalto la nuova attività. Quelli che vede passare con addosso una giacca li chiama tutti “principali”, ai suoi occhi ci sono capi ovunque, anche se lei è un’esterna. Oggi ci sono le ragazze vestite da fatine che distribuiscono zucchero filato e uno sconto speciale dedicato ai disoccupati, che il giovedì pagano il 10% di meno. Migliaia gli avventori, lo speaker annuncia le ciliegie in offerta, mezzo chilo 99 centesimi, accorrete tutti. E ci sono decine di addetti ai reparti, mandati da altri centri di vendita.
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Lami Anna
domenica 2 giugno 2013
venerdì 31 maggio 2013
Nuovo Quaderno di " Bandiera Rossa "
La Dichiarazione Universale dei diritti dell'Uomo approvata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, all'articolo 1 così recita: “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignita e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.” Constatiamo che, nel corso della storia e tuttora, in molte parti del mondo, così non è stato e così non è. In questa sede cercheremo di capire, con un breve excursus interdisciplinare, il perché di ciò e come invece sia urgente che tale principio sia applicato globalmente, anche per evitare all'umanità il rischio di estinguersi in maniera definitiva.
giovedì 30 maggio 2013
UNA PRIMA ANALISI DEL VOTO di R. Achilli
di Riccardo Achilli
E’
difficile dire quanto i risultati del voto amministrativo di questo
fine settimana incideranno sul Governo Letta. Nel breve periodo, non
vi saranno effetti. Il Pdl è in stato confusionale dopo la batosta
elettorale: il fedelissimo Cicchitto è arrivato addirittura a
mettere in dubbio il potere sinora indiscusso di Berlusconi sul
partito, chiedendo che i coordinatori regionali siano scelti dal
basso, e non nominati dall’alto. E’ una rivendicazione di portata
clamorosa: significa rimettere in discussione un assioma sinora mai
sfiorato, nei vent’anni di berlusconismo: il diritto supremo del
capo di modellare il partito a sua immagine e somiglianza. Si tratta
dell’apertura di una crepa esiziale, oppure di una iniziativa
estemporanea di un dirigente spaventato? Troppo presto per dirlo, ma
se due indizi fanno una prova, la querelle fra Nitto Palma e Bondi
sulla cosiddetta “salva-Silvio” evidenzia una condizione di
spaccatura fra le truppe cammellate berlusconiane proprio sul tema
che sta più a cuore al loro caro leader.
Pericolo Nazista in Grecia !
Un impressionante reportage della TV Australiana SBS su Alba Dorata, il partito nenonazista greco.
Descrive un'organizzazione capillare fatta di servizi sociali, formazione politica, indottrinamento ideologico anche ai bambini, squadracce in puro stile fascista, violenza e tanti, tantissimi legami e protezioni tra politici, religiosi, magistrati, polizia ed esercito.
Un quadro molto preoccupante dell'immenso potere assunto da questa formazione xenofoba, antisemita, antidemocratica, violenta che opera in maniera simile ad Ezbollah in Libano ....
Questo è il link per vedere tutto il servizio
Παναγιώταρος για Χρυσή Αυγή και Χεζμπολάχ di Newscaster
TRE NO PER SALVARE (E CAMBIARE) LA SIRIA
TRE
NO PER SALVARE (E CAMBIARE) LA SIRIA
Non sono in pochi a considerare
la prossima conferenza internazionale di Ginevra come l’ultima possibilità per
una soluzione in senso positivo della crisi siriana. Certo, in questi giorni
sono state compiute delle scelte che non sembrano andare nella giusta
direzione, come la decisione – da parte dell’Unione Europea – di revocare
l’embargo sulle armi ai gruppi armati dell’opposizione. Un provvedimento che
sarà operativo dal mese di agosto ma che lancia un segnale negativo in un
momento in cui il linguaggio della diplomazia dovrebbe prevalere. Quali
conseguenze ne deriveranno, si vedrà.
Quel che è indubbio è che, sul
campo, una realtà che ha sempre rifiutato la logica dello scontro militare,
ritenendo necessario contrastare un regime oppressivo e ottenere la libertà con
mezzi pacifici, è il Coordinamento Nazionale per il cambiamento democratico.
Ahmed Kzzo, che ne fa parte, ce ne ha spiegato la filosofia, fornendoci inoltre
preziosi elementi di comprensione di una realtà complessa, che i media
mainstream restituiscono in modo parziale e deformato.
Per cominciare, puoi spiegarci
cos'è il Coordinamento Nazionale per il cambiamento democratico in Siria?
Sì, anzitutto va precisato che
esso è nato pochi mesi dopo l’inizio della rivoluzione, formato da venti
partiti e movimenti di diverso orientamento (marxisti, socialisti, islamici),
nonché da diversi oppositori storici del regime. Del coordinamento, poi, fanno
parte sia arabi che curdi.
Spesso ci si riferisce ad esso
come all'opposizione dell'interno, perché è nato nel territorio della Siria,
dove – al momento della costituzione, il
30 giugno 2011 – si trovava la gran parte dei suoi membri.
Questa è già una differenza con
il Cns (Consiglio nazionale siriano), costituito dalla Fratellanza Musulmana e
altre forze, che è stato fondato a Istanbul da personalità dell'opposizione
perlopiù in esilio. In questo senso, il Cns è stato definito “opposizione
dell'esterno”.
mercoledì 29 maggio 2013
Un MoVimento all’indietro di Norberto Fragiacomo
Un MoVimento all’indietro
di
Norberto Fragiacomo
Vecchi politicanti e opinionisti di grido vi rigirano spudoratamente il coltello, ma la piaga, stavolta, sanguina sul serio: basta passare in rassegna i dati per rendersi conto che, per il MoVimento 5 Stelle, le amministrative di fine maggio sono state una caporetto.
L’annichilente 14% di Roma è uno dei risultati migliori, e questo dice tutto: in molte città capoluogo l’armata grillina ha visto le percentuali di febbraio ridursi ad un terzo, ma le perdite in termini di voti fanno ancora più male. Un esempio clamoroso: nella Siena di Montepaschi – simbolo del “malgoverno” piddino – al candidato dei 5 Stelle tocca la medaglia di latta, persino Laura Vigni (sostenuta dalla Sinistra propriamente detta) va più vicina al ballottaggio.
Grillo e il suo staff ripetono la solita solfa: le elezioni locali sono altra cosa rispetto alle politiche ecc. ecc. L’argomento è privo di pregio, per un semplice fatto: l’ascesa, apparentemente inarrestabile, dei 5 Stelle era iniziata proprio alle amministrative di un anno fa, con il trionfo di Parma ed un onorevolissimo terzo posto a Genova. Oggi sembra cambiato tutto, e la fiammata di febbraio si rivela un fuoco fatuo. Domandarsi il perché è sempre utile.
Tralasciamo il gongolo travestito da commento del vicedirettore Giannini – che approfitta dell’occasione per farla fuori dal vaso, sommando due falsità su Syriza nell’unico periodo «com’è accaduto in Grecia alla sinistra estremista di Syriza, anche il movimento di Grillo e Casaleggio ha subito l’enorme riflusso di chi l’aveva scelto per “dare un segnale”, e ora è rimasto deluso» - per cercare una spiegazione attendibile del fenomeno, che potrebbe coincidere con quella fornita dal senatore “dissidente” Adriano Zaccagnini. Secondo costui, le radici dell’insuccesso affonderebbero nella delusione dell’elettorato per una linea politica rivelatasi poco costruttiva: rinunciando a fare nomi per Palazzo Chigi – cioè a proporsi come forza di governo – il movimento avrebbe dimostrato di voler semplicemente lucrare su quel 25% e passa di voti piovuti dal cielo. Avendo criticato, a suo tempo, quella mossa “tattica”, siamo tentati di dar ragione al cittadino/parlamentare, ma permane il dubbio che un’altra lettura sia possibile.
A ben vedere, Beppe Grillo si è presentato ad elettori spaesati ed impauriti come un taumaturgo, un uomo capace di prodigi: anche l’attraversamento a nuoto dello stretto serviva a convincere le masse che “volere è potere”. Ebbene, questi tre mesi di bagarre parlamentare hanno riportato gli italiani con i piedi per terra: nessun miracolo, anziché cambiare la Storia (e l’Europa, e tutto il resto!), i grillini si perdono in piccinerie come la diaria, e nel gioco della politica restano fermi alla casella di partenza. Leziosi, ininfluenti, goffi, inutili.
Può darsi che il giudizio sia prematuro e ingeneroso (probabilmente, anzi sicuramente è così), ma in tempi di crisi il Popolo sovrano non aspetta: un Dio che tuona soltanto sul blog non serve a niente – tanto vale abbandonarlo al suo fato. Forse non ha torto Bracconi quando ci ricorda, sempre su Repubblica, che «l’Italia è un paese popolato da elettori volatili, infantili, viziati e frettolosi. Se gli prometti la luna, almeno qualche stella gliela devi dare. E presto.»
In fondo, dai primi riscontri pare proprio che il voto grillino non sia andato a destra o a sinistra (se non in piccola parte, in città tradizionalmente “rosse”): semplicemente si è volatilizzato, è diventato non voto, astensione. Poco conta che, da febbraio ad oggi, la condotta del M5S sia stata irreprensibile a paragone di quella del PD, che ha preso in giro gli italiani su Presidenza della Repubblica, alleanze, governo e Berlusconi: allo stregone non si chiede di timbrare il cartellino o di esibire il conto del ristorante.
Gli italiani, che votano quasi sempre a caso, si disamorano presto… e qualcuno, magari, si sarà pure spaventato per quell’onda anomala che, in febbraio, ha contribuito a sollevare. Adesso – si diranno in molti – meglio non alzare troppo la voce, e lasciar lavorare Letta che “conosce il mondo”, e magari, con qualche furbata, ci caverà dai pasticci.
Se mancano la luna e le stelle, ci si affida al sempiterno “stellone”. Attenzione, però, concittadini: presto tornerà a piovere, anzi a grandinare, e i nostri minuscoli ombrelli personali non basteranno a ripararci.
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